In forma di rito
Mi interessa la solitudine. Mi interessa la solitudine dei luoghi.
Mi interessa la solitudine delle persone che mantengono i ricordi e gli affetti per quei luoghi, le persone che non hanno più interlocutori per le proprie memorie e che non si sentono più viste.
E così in questi ultimi anni ho scelto di lavorare con i paesi abbandonati e con le comunità, attraverso delle pratiche di ricerca e restituzione fatte di ascolto, attenzione e presenza, che ho chiamato
Azioni Sonore in Forma di Rito.
Per un Cassero spopolato – Sesta Azione in Forma di Rito – Montalto Marche – 2024
Nell’ambito del progetto Metroborgo MontaltoLab, con APS VIVO
Montalto era un paese di signori. Li capperù li chiamavano, quelli con la cappa. Un paese di papi e di vescovi, un paese dove si studiava in collegio. I ragazzi erano divisi tra quelli del Piano e quelli del Cassero, sempre in competizione. Oggi i palazzi rossi di mattoni sono tutti in restauro, la gente vive nella la parte nuova e il Cassero è silenzioso. Le braccianti di Porchia e Patrignone, i paesi vicini, cantavano al ritorno dalla mietitura, e cantava Lena Gemignani, lei proprio di Montalto. Abbiamo imparato i suoi canti. Con emozione, abbiamo scoperto che la gente se la ricorda ancora.
A passi tardi e lenti – Il silenzio del suono – Convento di Fonte Colombo, Santuario e paese di Greccio – Valle Santa reatina – 2023
Il Monastero di Fonte Colombo ha chiostro e chiesa, orto e giardino, scale, strettoie, affacci sulle colline e il bosco. Dalle pareti della Cappella, la Maddalena guarda il mondo dietro un manto di capelli. Qui, in una grotta, San Francesco ha scritto la prima Regola. Qui il silenzio canta. Qui il lavoro sull’ascolto dei luoghi, lo spazio, la presenza, la voce e il paesaggio sonoro è portato dalla struttura e dalla storia. Canti e parole sono stati poi restituiti nel santuario e nella parte più abbandonata del paese di Greccio, in un momento condiviso con il gruppo della performer Marcella Vanzo
A Passi tardi e lenti è stato curato da Fabrizio Fiaschini e Alessandra Pioselli e la FEDERGAT, in occasione degli 800 anni dalla nascita del Presepe di Greccio
Per una montagna abbandonata – Quarta Azione in Forma di Rito – Castel Trosino – territorio del Comune di Ascoli Piceno – Appennino ascolano – 2023
Castiell, come lo chiamano qui, pare una nave sospesa sulla rocca, a guardia del fiume. Tra i vicoli si sente solo il canto del Castellana. Si anima l’estate, quando torna chi ci abitava e vengono i turisti, e la “Compagnia dei Folli”, ormai da più di 40 anni, si fa promotrice di tutte le attività culturali. Attraverso di loro, ho incontrato chi aveva casa e ricordi, e nel paese vuoto è tornato per sentirlo cantare.
Questa Azione Sonora è stata la conclusione del corso “Il corpo e i luoghi: La voce in azione”, organizzato da APS VIVO.
Per una montagna abbandonata – Terza Azione in Forma di Rito – Laturo – Territorio del Comune di Valle Castellana – Parco del Gran Sasso e Monti della Laga 2022
Laturo ha vento e silenzio. Ha valloni che rimandano l’eco, e la nostalgia di chi lo intravede per un momento da lontano, durante la processione al paese vicino. C’è stata la strada che non è mai stata costruita, e Laturo ha seguito il destino di tanti luoghi dell’Appennino con le persone che, a poco a poco, cercando lavori e vite migliori, sono tutte andate altrove. Poi ci è stato chi ha cominciato a ripulire e ricostruire, a organizzate camminate, a cercare nuove possibili vite. Grazie al loro operato, ho incontrato Laturo, l’associazione VAlzOlmeto e progettato, con APS Vivo, questa Azione Sonora.
Per una montagna abbandonata – Seconda Azione in Forma di Rito – Meschia – territorio del Comune di Roccafluvione – Appennino ascolano – 2021
Meschia ha cuore e memorie.
Ha pietre e case diroccate, e case che qualcuno ha ricominciato a restaurare. C’erano i passi dei carbonai e il rumore della legna accatastata prima di fare il carbone; c’erano gli orti, che poi sono diventati macchia e poi sono diventati bosco; c’erano i castagneti, e quelli ci sono ancora; c’era il lavoro e c’era la scuola elementare. Poi qualcuno ha cominciato a ristrutturare le case di famiglia, e ci torna, d’estate, a prendere il fresco sotto i due grandi tigli; qualcuno ha venduto a chi si era innamorato del paese, e qualcuno ha lasciato andare in rovina la propria casa, aiutato dai terremoti, che amano le case abbandonate.
Per una montagna abbandonata – Prima Azione in Forma di Rito – Agelli – Territorio del Comune di Roccafluvione – Appennino ascolano – 2020
Agelli ha seguito il destino di tanti luoghi dell’Appennino. Era un crocevia, un luogo di incontro, di innamoramenti e di scambio. Aveva la scuola elementare, l’osteria, il sarto. Spopolato dai cambiamenti economici e di stile di vita degli ultimi 50 anni, è stato a poco a poco lasciato a se stesso. I terremoti hanno fatto il resto. Con l’Azione Sonora abbiamo incontrato chi Agelli se lo ricordava pieno di vita. Il paese lo abbiamo camminato, mormorato, cantato, conducendo con noi piccoli gruppi di viaggiatori dell’ascolto.
